Guida alla PHLEGRAEI CAMPIALENAPOLI Tour in PHOTOGALLERY

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Le cartoline dei Campi Flegrei
  • La zona di Cuma fu già abitata a partire dalla prima età del ferro, o addirittura all'ultima fase dell'età del bronzo, da popolazioni indigene, come testimoniato da alcune necropoli, nelle cui tombe furono ritrovati corredi risalenti a tale periodo
  • L'Antro della Sibilla venne rinvenuto da Amedeo Maiuri nel 1932 e identificato come il luogo dove la Sibilla Cumana esercitava la sua attività di sacerdotessa di Apollo
  • La Terrazza del Tempio di Apollo si trova poco prima di arrivare all'omonima struttura ed ospita resti di diverse costruzioni di identificazione incerta: sicuramente una di queste è una cisterna greca, realizzata tra il VI e V secolo a.C., a pianta rettangolare.
  • Enea e i suoi compagni sbarcano a Cuma, in Campania, dove l'eroe, memore dei consigli di Eleno, si reca nel tempio di Apollo. La somma sacerdotessa di Apollo, la Sibilla Deifobe, figlia di Glauco, invasata dal dio durante il vaticinio, gli rivela che riuscirà ad arrivare nel Lazio, ma per ottenere la nuova patria dovrà affrontare odi e guerre, essendo inviso a Giunone: ella profetizza anche la comparsa di un nuovo Achille (che si rivelerà poi Turno).
  • La fondazione di Cuma, secondo la tradizione, avvenne intorno al 730 a.C., grazie alcuni coloni greci, Megastene ed Ippocle, provenienti da Calcide, i quali distrussero il piccolo villaggio e fondarono la nuova città su un promontorio caratterizzato da pareti ripidi e scoscese, ottimale per prevenire le incursioni dei nemici.
  • La galleria è lunga circa centotrenta metri, è scavata interamente nel tufo ed ha una forma trapezoidale: sul fondo dell'antro si apre un ambiente con copertura a volta e tre nicchie, di cui quella sulla destra di dimensioni maggiori, somigliante quasi ad un cubicolo, probabilmente chiusa da un cancello, come dimostrato dai fori degli stipiti, ritrovati sulle pareti.
  • La galleria luogo dove si suppone venivano effettuate le divinazioni, secondo alcuni archeologi potrebbe trattarsi di una semplice opera difensiva.
  • La Casina Vanvitelliana, fu adibito alla residenza degli ospiti illustri, come Francesco II d'Asburgo-Lorena, che qui soggiornò nel maggio 1819. Furono accolti pure Wolfgang Amadeus Mozart, Gioachino Rossini ed il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi.
  • L'allestimento museale dei Campi Flegrei ricostituisce contesti smembrati di provenienza flegrea, riunendo reperti di vecchio ritrovamento, finora custoditi prevalentemente nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
  • Nella splendida cornice paesaggistica che si ammira dalla fortezza aragonese è collocato il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, inaugurato nel 1993, opportunamente restaurata ed adeguata alla nuova destinazione espositiva, collocata sulla sommità dell’alto promontorio che chiude a Sud il golfo di Baia, e dal quale si domina l’intero golfo di Pozzuoli e le isole di Capri, Ischia e Procida.

Phlegraei Campi gli scavi...Cuma, Baia e Museo Campi Flegrei

Baia: Le Terme Romane
Cuma: l'Acropoli dai Templi Religiosi
Fusaro: La Casina Vanvitelliana

Campi Flegrei deriva dal latino “Phlegraei Campi”, dal sepolcro di Virgilio all'antro di Cuma. Regione di bassi rilievi vulcanici nella Campania occidentale interamente in provincia di Napoli; si estende dal fiume Sebeto verso W (comprendendo quindi anche l'area su cui si trova Napoli) fino a Cuma e al capo Miseno: evidente prosecuzione di questo distretto vulcanico sono le isole d'Ischia, Procida e Vivara. La regione è caratterizzata da numerosi crateri vulcanici poco elevati, alcuni dei quali fortemente erosi dagli agenti atmosferici e dall'azione del mare. L'attività vulcanica, che ebbe inizio alla fine del Pliocene o all'inizio del Pleistocene, si manifestò anche in epoca storica con la formazione del Monte Nuovo, avvenuta in appena 48 ore alla fine del settembre 1538. Tuttora notevoli sono i fenomeni di vulcanesimo secondario, come la Solfatara di Pozzuoli, le sorgenti termali di Agnano e i fenomeni bradisismici che hanno lasciato tracce evidenti nel cosiddetto “Serapeo” di Pozzuoli. Nel settore occidentale della regione si aprono alcuni piccoli laghi, di cui i principali sono quello costiero del Fusaro e quello vulcanico di Averno. I Campi Flegrei sono di una straordinaria fertilità, favorita anche da un clima dolcissimo. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, che produce in prevalenza ortaggi e frutta, e le attività connesse con il turismo, la cui espansione è favorita da una buona rete stradale. I centri principali, oltre a Napoli con i suoi sobborghi, sono Pozzuoli, Baia e Bacoli, sul golfo di Pozzuoli, e Marano di Napoli, all'interno. Sono compresi nel Paco Regionale dei Campi Flegrei. Il termine latino Campi Phlegraei era limitato in origine al solo territorio di Cuma e fu in seguito esteso a tutto il distretto vulcanico.

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