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ALENAPOLI.EU nasce il
04 Settembre 2010

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LE GITE SCOLASTICHE: di ALENAPOLI Tour



Organizzazione di gite scolastiche con ALENAPOLI TOUR:
L'organizzazione di gite scolastiche e' una parte importante dell'intero anno didattico, sia per gli studenti di scuole elementari, sia per quelli di scuole medie e superiori. Naturalmente saranno i professori, il preside ed il consiglio scolastico a decidere la meta piu' adatta per ogni classe, scegliendo tra tour culturali, escursioni mirate alla conoscenza delle bellezze naturali, ed altre tipologie di gite scolastiche che noi proponiamo.
L'organizzazione di una gita non e' pero' affatto semplice, specialmente per chi non ha un'esperienza specifica in merito. Per tale ragione e' consigliabile che, una volta presa la decisione di portare gli alunni in gita, ci si rivolga ad un'agenzia viaggi che, con alle spalle una pluriennale attivita' organizzativa di gite ed escursioni di ogni genere, sara' in grado di proporre la soluzione migliore per ogni esigenza.
Contattaci subito per scoprire quanto puo' costare una gita scolastica con noi!
Il servizio Gite Scolastiche di ALENAPOLI TOUR permette di ottimizzare al meglio la pianificazione dei viaggi:
Organizzazione di gite scolastiche per scuole elementari
Organizzazione di gite scolastiche per scuole medie inferiori
Organizzazione di gite scolastiche per scuole medie superiori

Per maggiori informazioni contattaci telefonicamente oppure clicca qui per compilare il modulo.
Presentazione di ALENAPOLI TOUR

Organizzazione di gite scolastiche
L'organizzazione di gite scolastiche per la scuola elementare, media inferiore o media superiore e' un servizio che AleNapoli Tour offre da sempre in maniera seria e professionale, offrendo soluzioni economiche ma nello stesso tempo di qualita' per il percorso scolastico.

Gita scolastica per la scuola elementare:
Per quanto riguarda le gite organizzate per le scuole elementari, solitamente si privilegia un viaggio da effettuare in un'unica giornata. Far pernottare fuori bambini cosi' piccoli, anche se alcuni genitori si prestano ad accompagnarli, non e' una cosa semplice, per cui brevi escursioni nei pressi della citta' in cui la scuola ha sede sono l'opzione migliore da prendere in considerazione.
L'agenzia di viaggi potra' proporre alcune mete d'interesse culturale e naturale nei dintorni, mettendo a disposizione pullman gran turismo, il mezzo solitamente privilegiato per tali spostamenti e provvedendo, se richiesto, anche all’acquisto di eventuali biglietti per l'entrata in alcuni musei, all'organizzazione di visite guidate e alla prenotazione di un ristorante in cui effettuare la pausa pranzo.

Organizzazione di gite scolastiche per la scuola media inferiore:
Quando si tratta di organizzare una gita per alunni di scuole medie inferiori, si puo' passare in rassegna un ventaglio piu' ampio di opportunita' rispetto agli istituti scolastici elementari. In questo caso sara' fattibile il pernottamento fuori casa per un paio di notti, ovviamente previa autorizzazione dei genitori. Questi viaggi sono piu' complessi da organizzare, pertanto l'aiuto di un'agenzia viaggi e di professionisti del settore risulta indispensabile. Si dovranno infatti predisporre con precisione gli spostamenti verso la meta finale, quelli da effettuare una volta raggiunta la citta' prescelta e, ovviamente, quelli necessari a tornare alla localita' di partenza.
A seconda delle preferenze dei professori e del consiglio scolastico, si potra' prevedere un pullman che si occupi esclusivamente dei viaggi di andata e ritorno, affidandosi ai mezzi pubblici una volta arrivati, oppure si potra' richiedere un'autista che accompagni la classe in tutti i diversi spostamenti.
Per una gita scolastica che copre piu' di una giornata, sara' inoltre necessario realizzare un programma di viaggio razionale.
I professori comunicheranno all'agenzia di viaggi quali sono i luoghi che desiderano visitare, e gli operatori stileranno una tabella di marcia orientativa, con le indicazioni per raggiungere i diversi monumenti, musei e altri luoghi d'interesse, e si occuperanno, se richiesto, anche di acquistare in anticipo i biglietti, per evitare file e perdite di tempo.

Organizzazione di gite scolastiche per la scuola media superiore:
Gita scolastica superiori liceoL’organizzazione di gite scolastiche per le scuole superiori, rappresenta un compito impegnativo, superiore all'organizzazione di gite per scuole elementari e medie inferiori, poiche' spesso si scelgono mete internazionali, in cui il trasporto e la lingua rappresentano due elementi che meritano grande attenzione.
Molto spesso infatti in queste gite sara' necessario prenotare biglietti aerei per alunni e professori, ed un’agenzia viaggi sara' in grado di trovare il volo più economico per la data prescelta.
Per quanto riguarda la barriera linguistica, se richiesto dai professori, l'agenzia di viaggi potra' trovare una guida che accompagni la classe e risolva qualunque problematica legata alle incomprensioni linguistiche.
Le gite per le scuole superiori spesso hanno una durata piuttosto elevata, solitamente che si aggira intorno alla settimana, per tale ragione sarà ancora più importante pianificare al meglio il programma di ogni singola giornata.
Piccole escursioni, visite a musei e luoghi culturali, partecipazione ad attivita' sportive e ricreative: tutti questi dettagli potranno essere organizzati in anticipo dall'agenzia di viaggi, che potra' prenotare i biglietti per garantire che tutto si svolga nei tempi e nei modi stabiliti, evitando imprevisti e contrattempi dell'ultimo momento.

Tutti i tipi di programmi di visita potranno anche essere personalizzati in funzione delle vostre esigenze.

Per maggiori informazioni contattaci telefonicamente oppure clicca qui per compilare il modulo.

ARTE & TRADIZIONI: Quando il connubio diventa CULTURA LOCALE

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INTARSIO Sorrentino ...

la tecnica dove la tonalità dei legno diventa arte con i noti "Cassettini" di Sorrento
Quadro realizzato con le tecnica secolare dell'intarsio, molto usato a Sorrento di ALENAPOLI Tour

Storia della Tarsia
La produzione che vede interessata Sorrento sul fronte dell' intarsio e dell' ebanisteria ha conosciuto il periodo di massimo splendore nell' Ottocento, ma si innesta nel solco di una tradizione le cui origini risalgono al XIV secolo.La tarsia lignea è una espressione artigianale che spesso, grazie ad una squisita e raffinata foggia - ed alla complessità degli oggetti realizzati – ha raggiunto il rango di sublime espressione artistica.Nata come intarsio, essa consiste nel realizzare immagini (paesaggi, ritratti, decori, nature morte, etc.) ricorrendo all’ utilizzo di sottilissime sfoglie di legnami di diverso colore o tonalità, alternate a non meno sottili lamine di altri materiali (come l’ avorio e la madreperla) o sulle quali si innestavano (soprattutto in epoca barocca) metalli e pietre dure.Già diffusa in Italia nel 1300, l’ intarsio si sviluppò soprattutto nei secoli immediatamente successivi, fino a raggiungere la sua piena maturità in epoca rinascimentale, anche se la sua diffusione ha visto interessata una produzione universalmente apprezzata, ma territorialmente limitata allo sviluppo in poche realtà territoriali. Tra queste quelle della Toscana (in particolare Siena, Pisa e Firenze), del Piemonte, dell’ Emilia Romagna, del Veneto e del Napoletano.Sicuramente presente a Sorrento già da epoche remote, la Tarsia lignea, conobbe il suo massimo splendore nella Terra delle Sirene agli inizi del XIX secolo e livelli di quasi assoluta perfezione in seguito alla nascita della scuola applicata all’ industria dell’ intarsio e dell’ intaglio (1886). Il particolare periodo storico in cui si sviluppa la fioritura della produzione sorrentina fece sì che i maestri artigiani locali, mentre da una parte subivano i positivi condizionamenti dei tanti artisti che all’ epoca frequentavano la costiera, dall’ altra, non restassero insensibili alle evoluzioni che vedevano interessato l’ intarsio. Meno apprezzata che in epoche precedenti – anche per effetto dell’ avvento del neo-classicismo – questa espressione artistica subì la “concorrenza” dell’ ebanisteria (caratterizzata dall’ esclusivo uso di legnami per la composizione di mosaici, decori o disegni veri e propri).La “novità” favorì il materializzarsi di nuovi stimoli e di nuovi impulsi grazie ai quali ci si concentrò alla realizzazione di una oggettistica capace d spaziare dalla realizzazione di pannelli, a quella di cofanetti, da quella di mobili, a quella di cassoni nuziali per arrivare a quella destinata a caratterizzarsi per la capacità di stimolare le attenzioni e l’ interesse dei più agguerriti collezionisti. Pur costretta a subire la concorrenza di altre realtà europee (tra le quali, ad esempio, Nizza), la tarsia lignea sorrentina (sia nella forma di intarsio, sia nella forma dell’ ebanisteria) è stata capace di distinguersi e di farsi apprezzare per la scelta di tecniche (in particolare quella del mosaico) e di materiali (legni spesso ricavati dalla tipica vegetazione locale) assolutamente originali. Conosciuta ed apprezzata a livello internazionale questa tecnica di lavorazione è stata motivo di interesse crescente e recentemente ha catalizzato le attenzioni dello statunitense Smithsonian Institute che ha ritenuto di dedicare ad esso ampi spazi ed approfondimenti. Fino alla seconda metà del Novecento, alla produzione della tarsia lignea, Sorrento ha affiancato anche una raffinata attività nel campo dell’ intaglio del legno. Ma l'abilita' degli artigiani, divulgatori di tale tecnica, e' nota fin dalla prima meta' dell’800, per poi estendersi in tutto il territorio partenopeo, giungendo ai nostri giorni.
Il MUTA è un museo privato, che è stato aperto al pubblico nel 1999, nel Palazzo Pomarici Santomasi (1700), nel centro storico di Sorrento. Nel corso del restauro del Palazzo per la riconversione a sede museale sono stati riportati alla luce i dettagli architettonici e decorativi dell’impianto originale, tra cui affreschi e soffitti rivestiti con carta dipinta a mano. L’esposizione della collezione di tarsie antiche e moderne è stata progettata in modo da articolare sui quattro piani del Palazzo un percorso didattico che potesse documentare, attraverso sezioni distinte, l’arte della tarsia lignea nelle sue molteplici sfaccettature. Al piano terra è presente l’esposizione e la commercializzazione della collezione moderna di oggetti e mobili intarsiati con temi decorativi legati alla cultura contemporanea. Al primo piano la collezione storica è introdotta da una documentazione fotografica sulle opere dei maestri intarsiatori dal ‘400 al ‘700, con l’approfondimento delle varie scuole di tarsie dell’ ‘800. Prima di proseguire nelle sezioni dedicate alla tarsia sorrentina la visita offre un’ampia esposizione di quadri, stampe e foto che, insieme al plastico della città di Sorrento, consentono la ricostruzione del contesto ambientale nel quale si sviluppò la tarsia locale nell’ ‘800.

Il PRESEPE Napoletano ...

nel cuore di Napoli il calore ed i colori del Natale durano 365 giorni all'anno
Tanti pastori sono rappresentati, fra questi vediamo Maradona intervistato da Fabio Fazio su Rai3 di ALENAPOLI Tour
Ecco il momento di accennare ad un altro svago che è caratteristico dei napoletani, il Presepe [...];
Si costruisce un leggero palchetto a forma di capanna, tutto adorno di alberi e di alberelli sempre verdi; e lì ci si mette la Madonna, il Bambino Gesù e tutti i personaggi, compresi quelli che si librano in aria, sontuosamente vestiti per la festa [...]. Ma ciò che conferisce a tutto lo spettacolo una nota di grazia incomparabile è lo sfondo, in cui s'incornicia il Vesuvio coi suoi dintorni. (J.W. Goethe, Viaggio in Italia, 1787)

Il presepe napoletano "o' Presebbio" , insieme ai zampognari, alla tombola ed al menu della cena della Vigilia di Natale (24 dicembre), è uno dei simboli più intensi della tradizione natalizia a Napoli.
Ad di là dei simboli religiosi che esso richiama, il presepe è amato anche da quelle famiglie napoletane poco osservanti o dichiaratamente laiche, perché il presepe napoletano è il luogo dove sacro e profano, spiritualità e vita quotidiana, preghiera ed ironia convivono come solo a Napoli, città delle contraddizioni, è possibile. Anche se oggi il presepe è sempre più spesso accompagnato o addirittura sostituito dall'albero di Natale, la tradizione è quanto mai viva e tramandata in moltissime famiglie.
Il termine napoletano "o' Presebbio" (così come quello italiano presepe o presepio) deriva dal latino praesepe o praesepium che significa “mangiatoia”. Ed all’inizio (è del 1025 il primo riferimento documentato di un presepe a Napoli), il presepe napoletano, così come in tutte le altre regioni cristiane dove esisteva la tradizione del presepe, raffigurava appunto la scena classica della Natività, con il bambino nella mangiatoia, la Madonna e San Giuseppe, il bue e l’asinello. Soltanto nel Seicento il presepe napoletano si amplia cominciando ad introdurre scene di vita quotidiana, come i venditori di frutta o di carne, le popolane, i pastori con le pecore ed altre statuine. La novità è accolta favorevolmente e gli artigiani rendono tali scene sempre più dettagliate e particolareggiate, raggiungendo l’apice rappresentativa nel Settecento, il secolo d’oro del presepe napoletano.
La costruzione del presepe napoletano inizia tradizionalmente l'otto dicembre: dal ripostiglio si tira fuori la „base“ dell'anno precedente (uno scheletro di sughero e cartone poggiato su una tavola di legno, senza pastori ed addobbi vari) ed insieme ai figli di discute l'eventuale ampliamento del presepe. Dopo una piccola consultazione si decidono gli interventi da realizzare:: „Magari quest'anno si può aggiungere il forno a legna oppure il ruscelletto con l'acqua e qualche pecorella in più al gregge!“ (una serie di guide sulle tecniche di costruzione del presepe, illustrate con molte fotografie, la potete trovare qui: Costruire il presepe fai da te - guida alle tecniche di costruzione).
Dopo la pianificazione degli interventi, la passeggiata a San Gregorio Armeno, la via dei presepi napoletani e delle statuine dei pastori, diventa d'obbligo. Ci sono decine di negozi e di coloratissime bancarelle dove gli artigiani del presepe espongono le loro creazioni. L'offerta e la varietà dei prodotti è così vasta che è impossibile uscirne senza aver trovato quanto cercato e magari qualche statuina di pastore in più del previsto. Qualunque oggetto, la statuina di un animale, un cesto di frutta, una sporta di pesce, un mulino può arrichire la coreografica scenografia del presepe-palcoscenico.
La realizzazione del presepe può durare da alcuni giorni fino a tutto il periodo prenatalizio, ma è d'obbligo che la sera del 24 tutto debba essere pronto, così come ammoniva Luca Cupiello in „Natale in casa Cupiello“, il protagonista dell'indimenticabile opera teatrale di Eduardo de Filippo Ovviamene tutto pronto, tranne il bambinello nella culla, che sarà aggiunto esattamente alla mezzanotte di Natale.
Il presepe napoletano non è solo artigianato e tradizione popolare, ma ha conosciuto e conosce tuttora forme di elevata espressione artistica, come il famoso presepe Cuciniello e gli altri presepi settecenteschi del Museo di San Martino o la magnifica e poco conosciuta collezione tedesca di presepi napoletani del Bayerischen National museums di Monaco di Baviera.
Alle opere del passato si affiancano le tante realizzazioni di artisti contemporanei, che durante le feste natalizie possono essere visitate a Napoli nei tanti allestimenti pubblici ed in molte chiese della Campania.

A San Gregorio Armeno, anche l'attualità e' al servizio dell'artigianato e, non costituisce una sorpresa per turisti ed estimatori in genere dell'arte del presepe napoletano e delle fantasiose figure che lo popolano. Accanto ai pastori tradizionali è abitudine trovare riproduzioni di politici e personaggi dello spettacolo che si avvicendano sull'onda delle notizie di cronaca, la cui puntualita', unita all'effetto straniante, riesce sempre a strappare un sorriso. L'ultima statuetta che ha destato attenzione, nella strada del folklore per eccellenza, ha le fattezze di Diego Armando Maradona, fatto che sarebbe assolutamente trascurabile, visto che l'indimenticato beniamino che regalo' al Napoli anni di sogno e' una presenza fissa tra i pastori da un bel po' di tempo. Solo che in questo caso il calciatore e' raffigurato nell'atto di compiere il tanto discusso gesto dell'ombrello, la recente “performance” eseguita da Fazio, che gli artigiani napoletani hanno deciso di celebrare. In giacca e cravatta, l'espressivo pastore Maradona si lascia alle spalle un cartello, su cui, manco a dirlo campeggiano il logo e la scritta Equitalia.

GIARDINI La Mortella ...

su idea di Sir William e Lady Susana Walton (inglesi) nascono questi giardini pensili spettacolari realizzati a Forio di Ischia
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

Giardino vario per forme e colori: degrada dal monte al piano, ricco di vegetazione proveniente da paesi diversissimi e distantissimi tra di loro. Gode di un microclima favoloso, ma soprattutto si percepisce che e' nato dall'amore e dalla passione per la vita, l'arte e la natura dei coniugi Walton, che li' hanno vissuto, li' si sono amati, li' hanno voluto concludere la loro parabola terrena.
In questo bellissimo posto, se confortati da una calda e luminosa giornata, visiterete un luogo da fiaba anche per l'amore nato tra Sir William e Lady Susana Walton(infatti il nome LA MORTELLA proviene dalla pianta del MIRTO, resistentissima e simbolo del loro grande amore). Infatti proprio dall'amore di lei per la natura, il giardinaggio e la musica, si visitano varie ambientazioni all'interno del giardino, che inizia dalla Victoria House che ospita un mascherone e un piccolissimo laghetto con le grandi ninfee Victoria africane, passando all'angolo thai dove c'e' una pagoda per meditare importata dall'oriente , a seguire il teatro "greco" che ha come scenario l'intero paese di Forio ed il mare, dove in estate si tengono incredibili concerti, il tutto alternando piante esotiche di tutto il mondo, ben ambientate tra la roccia lavica e fontane, in un susseguirsi di calma, memoria e, armonia.
Nel giardino la visita anche all'interno della casa della coppia, dove lui trovava l'ispirazione in quanto musicista (della corte inglese della Regina Elisabetta, aveva composto per l'incoronazione della regina), anche se e' visibile solo il salone d'ingresso ora adibito ad auditorium ed allo studio di lui con gli arredi originali. Lady Susana, morta nel 2011, riposa in un'urna cineraria in un angolo remoto, vicino ma piu' in basso rispetto al masso che svetta dove ci sono le ceneri di Sir William, diletto e venerato maestro, di 25 anni piu' anziano, che le aveva detto che sarebbe stato suo marito nell'esatto istante in cui si sono visti la prima volta, quando lei lo aveva avvicinato sulla scaletta dell'aereo per fare da interprete e guida, durante una visita a Buenos Aires. Bello da visitare anche il tempio del Sole, dove la porta d'ingresso incornicia il tramonto sul mare per chi potra' vedere, al cui interno c'e' tutta la simbologia della nascita della vita, del suo massimo fulgore e di quella che non e' morte ma attesa della rinascita come avviene sempre in natura.
Sicuramente aver la guida a spiegare anche dal punto di vista botanico rende interessante il percorso, che sarebbe stato cmq. molto bello ma privo di significato. Consigliamo la visita in orario utile per godere anche di un rilassante the' vista tramonto su Forio.

CULTURA DI NAPOLI: Gite Scolastiche su argomenti storici di Napoli ma senza annoiarsi ...

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Archivio di Stato di Napoli ...

patrimonio documentario testimonia la storia della citta', dell'Italia meridionale e della Sicilia.
Interno: Sala Biblioteca Principale Archivio di Stato di Napoli di ALENAPOLI Tour

L'Archivio di Stato di Napoli, organo periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, provvede alla conservazione e alla promozione del suo ricco patrimonio documentario come fonte per la memoria storica e ne favorisce la fruizione da parte degli studiosi. Presso l'Istituto funziona la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, che, attraverso corsi di durata biennale, mira a formare le competenze specialistiche che il lavoro con gli archivi richiede. L'Istituto esercita la sorveglianza sugli archivi delle amministrazioni statali che hanno sede nella provincia di Napoli, allo scopo di assicurarne il buon funzionamento e la corretta conservazione dei documenti.
Non si tratta soltanto della distinzione fra ciò che è andato distrutto o disperso e ciò che invece si è conservato, ma anche della particolare struttura formale che gli archivi hanno assunto nel corso del tempo e dell'immagine che di essi si è andata costituendo attraverso il lavoro di generazioni di archivisti e di studiosi di storia patria. È ormai noto come la dolorosa perdita dell'archivio diplomatico e degli archivi delle cancellerie angioina e aragonese nel corso della seconda guerra mondiale abbia contribuito a orientare la ricerca storica a Napoli verso le fonti superstiti, verso le nuove acquisizioni e verso archivi di età moderna, in precedenza meno considerati. Riferimenti fondamentali per la ricerca in questo ambito sono certamente i consistenti fondi provenienti dalla Regia Camera della Sommaria, l'organo incaricato durante tutto l'antico regime della revisione dei conti dello Stato e dei comuni (o, come allora si diceva, università), nonché tribunale di quello che a partire dal secolo XIX si sarebbe chiamato "contenzioso amministrativo". A questo archivio attingono gli studi sulle successioni feudali e sull'intestazione dei feudi, sull'amministrazione delle rendite e sulla riscossione dei tributi durante tutto l'antico regime. Si pensi anche all'importanza che rivestono gli atti dei catasti onciari voluti da Carlo di Borbone per censire i beni dei sudditi dei domini continentali e per avviare un nuovo e più efficace sistema di imposizione diretta. Testimonianza dell'attività di governo svolta dai viceré spagnoli prima e austriaci dopo costituisce l'archivio del Consiglio Collaterale, che comprende i documenti prodotti da questo prestigioso organo rappresentativo del regno, che affiancava e a volte contrastava il viceré e custodiva gli atti della cancelleria. Relativamente ad un più ampio ambito temporale che giunge fino al 1808, gli archivi della Delegazione della Real Giurisdizione e del Cappellano maggiore riflettono rispettivamente l'attività di difesa delle prerogative sovrane nei confronti della giurisdizione della Chiesa di Roma e l'amministrazione delle cappelle e dei luoghi di culto dei siti reali e quella dei benefici di regio patronato. Quest'ultimo archivio comprende poi anche i documenti prodotti dal Cappellano maggiore in quanto soprintendente dell'Università degli studi di Napoli. Specificamente legato invece alla storia del regno autonomo instaurato da Carlo di Borbone nel 1734 è l'archivio della Real Camera di Santa Chiara, supremo organo giurisdizionale e consultivo incaricato anche di tenere gli atti della cancelleria del regno, in luogo dell'abolito Consiglio Collaterale. Alla stessa figura del primo re della dinastia borbonica a Napoli è legato l'Archivio Farnesiano, il complesso delle carte provenienti dal ramo materno di Carlo, la casa Farnese appunto, che il nuovo sovrano portò con sé a Napoli in occasione del suo insediamento. La documentazione prodotta dalle Segreterie di Stato, i supremi organi di governo della monarchia borbonica è unita a quella proveniente dai Ministeri di Stato istituiti durante il decennio francese, nell'ambito di un ordinamento politico - istituzionale fondato sui principi della monarchia amministrativa. A questo proposito sarà opportuno sottolineare come sia ricorrente nella storia degli archivi che questi siano acquisiti dall'ultimo soggetto titolare delle funzioni che essi documentano. Accade così, e lo si nota particolarmente nei momenti di accelerazione e di svolta della storia, che gli archivi delle organizzazioni di nuova istituzione finiscano per ereditare le carte di quelle che, in precedenza, avevano svolto funzioni analoghe. Di queste modalità di trasmissione dei documenti rappresentano un significativo, quanto particolare esempio gli archivi delle corporazioni religiose soppresse in tre momenti della storia del Mezzogiorno d'Italia (la restaurazione del 1799, il decennio francese e l'unificazione nazionale), che, assegnati insieme con gli altri beni di proprietà di quegli enti all'amministrazione del Demanio, ma generalmente lasciati nelle antiche rispettive sedi, furono via via trasferiti, a partire dal 1814, all'Amministrazione archivistica, istituita nel 1808. Con la riforma dell'ordinamento giudiziario, si interrompe la continuità della sedimentazione degli archivi delle antiche magistrature e si creano quelli dei nuovi tribunali. Al nuovo ordine di cose instaurato dai napoleonidi a partire dal 1806, sono pertanto legati gli archivi delle nuove magistrature fondate in quel decennio, fra le quali quello dello stesso Archivio generale del regno, l'istituto addetto alla concentrazione e alla conservazione degli archivi storici, che in epoca borbonica avrebbe assunto la denominazione di Grande Archivio e dopo l'unità d'Italia quella, ancora attuale, di Archivio di Stato di Napoli. Trae origine dall'entrata in vigore nel Regno di Napoli del Codice Napoleone nel 1808 l'archivio dello Stato civile di Napoli e della sua provincia. La resistenza ai cambiamenti storici e la solidità delle istituzioni fondate da Giuseppe Bonaparte e dal suo successore, Gioacchino Murat, costituiscono la ragione della continuità degli archivi che da quelle provengono, che non conobbero fratture in relazione alle vicende della restaurazione del 1815. Nuovi archivi invece si crearono in occasione della successiva restaurazione del 1821, quando, anche su pressione delle grandi potenze europee, Ferdinando I dovette procedere ad un generale riordinamento amministrativo. Comincia infatti nel 1822 la grande serie dei volumi dei protocolli del Consiglio ordinario di Stato e nel 1824 l'archivio delle Consulte di Stato che dovevano affiancare il Consiglio dei ministri e il sovrano, in ogni caso unico depositario degli indivisi poteri dello Stato, nell'elaborazione legislativa. Un nuovo adattamento alle esigenze dell'amministrazione e della società napoletana si verificò negli anni 1847-1848, prima e durante l'esperienza costituzionale, quando Ferdinando II provvide ad articolare in specifici rami i complessi compiti già affidati al solo Ministero degli affari interni. Si crearono così particolari amministrazioni per i lavori pubblici, per l'agricoltura e il commercio e per la pubblica istruzione, dalle quali provengono altrettanti archivi. Caduta la monarchia borbonica, alla dittatura di Giuseppe Garibaldi e al breve periodo della Luogotenenza delle province napoletane, seguì l'estensione dell'ordinamento amministrativo del Regno d'Italia ai territori dell'antico Stato napoletano e quindi la riduzione della città di Napoli ad una dimensione provinciale. In relazione con gli avvenimenti del 1860, mostrano una notevole vischiosità gli archivi degli organi giudiziari che non conoscono soluzioni di continuità in quella pur tanto significativa occasione, mentre quelli dei nuovi organi amministrativi riflettono una rottura analoga a quella determinatasi nell'apparato istituzionale. Gli archivi principali, non soltanto per la loro consistenza, di questa nuova epoca sono allora senza dubbio quelli della Prefettura, l'organo che rappresentava il governo centrale nella provincia, e della Questura, la massima autorità di polizia in ambito circondariale fino al 1927, successivamente in ambito provinciale. Fra gli altri archivi, via via versati e in corso di implementazione, una particolare segnalazione merita l'archivio del Genio civile di Napoli, costituito dai documenti relativi ai lavori pubblici realizzati nella città, anche molto anteriori all'istituzione di quell'ufficio nel 1882. Dopo la seconda guerra mondiale, sotto la direzione di Riccardo Filangieri, fu avviata, in primo luogo mediante la procedura del deposito all'Amministrazione archivistica, un'attenta opera di acquisizione di archivi privati (di famiglie o di personalità), che prosegue tuttora e si procedette all'acquisto dell'Archivio Borbone dagli eredi della spodestata casa regnante residenti in Germania. Queste preziose carte, che Francesco II portò con sé in esilio, integrano gli archivi di Casa Reale già conservati presso questo Archivio di Stato. Sospeso invece, per mancanza di spazio, è l'incremento dei preziosi archivi notarili, di cui si conservano attualmente quelli dal secolo XV al 1750. Costituisce un cimelio di particolare valore il prezioso codice miniato della Confraternita di Santa Marta (secoli XV-XVII), contenente stemmi di personaggi eminenti, come lo Stemma di Ladislao di Durazzo, lo Stemma di Isabella di Lorena e lo Stemma di Alfonso I d'Aragona.

Museo Nazionale di San Martino ...

dove la storia d'Italia e di Napoli ha la sua casa e non solo ...
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

Il museo nazionale di San Martino fu aperto al pubblico a Napoli nel 1866, all'indomani dell'Unita' d'Italia, dopo che la Certosa inclusa tra i beni ecclesiastici soppressi, fu dichiarata monumento nazionale. Per volonta' dell'archeologo Giuseppe Fiorelli gli ambienti furono destinati a raccogliere in un museo testimonianze della vita di Napoli e dei Regni meridionali (Regno di Napoli e Regno di Sicilia prima e del Regno delle Due Sicilie dopo). Al museo, che si sviluppa su due livelli, si accede dai due chiostri della certosa.
Farmacia
Sono presenti cicli di affreschi di Paolo De Matteis raffiguranti San Bruno che intercede presso la Vergine per l'umanità inferma (1699).
Sezione Navale
La sezione comprende vari modelli di imbarcazioni reali: due corazzate, la Corazzata di Re Umberto e la Corazzata della Regina Margherita, un'elegante Lancia reale ed un Lancione a ventiquattro remi che Napoli donò a re Carlo di Borbone. Inoltre vi è il Caicco donato dal sultano turco Selim III a Ferdinando IV di Borbone, databile alla seconda metà del XVIII secolo. Sono inoltre esposti vari modelli originali di imbarcazioni, armi bianche e da fuoco e documenti storici.
Sala delle carrozze
Sono ospitate le carrozze reali, tra cui quella più antica della città essendo stata realizzata tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo. Nella sala sono affissi nelle pareti anche gli stemmi reali e vicereali in marmo.
Sezione presepiale
Presepe Cuciniello
Alla sala, una volta la cucina della certosa, si giunge tramite il corridoio Fanzaghiano, quest'ultimo funge da collegamento tra il chiostro dei Procuratori e quello Grande. Il presepe più completo e universalmente noto è il presepe Cuciniello, così chiamato dal nome del donatore che nel 1879 regalò al museo la sua monumentale raccolta di pastori, animali, agnelli, nature morte. Il presepe fu esposto in una scenografica grotta appositamente costruita. Sono presenti poi altri gruppi presepiali, con alcuni di questi particolarmente piccoli relativi alle tre scene fondamentali della Natività, dell'Annunciazione ai pastori e dell'Osteria, e conservati nei loro originali contenitori: gli scarabattoli.
Quarto del priore
Le sale successive a quella delle carrozze, al corridoio fanzghiano, ed alla sezione presepiale, costituiscono il Quarto del Priore. Sono presenti preziosi affreschi, cineserie, pavimenti maiolicati settecenteschi e la galleria di dipinti del XVII secolo e XVIII con opere di Pacecco De Rosa, Andrea Vaccaro, Battistello Caracciolo, Artemisia Gentileschi, Micco Spadaro e Massimo Stanzione. Una delle sale dell'appartamento contiene inoltre una raccolta di armi bianche e da fuoco. Un'altra invece bocche di armi da fuoco tra cui un cannone cinese del XVII secolo chiamato il Maresciallo dai miracolosi risultati. Un tempo, nel cortile aperto dell'appartamento vi era collocata la scultura marmorea di Pietro Bernini raffigurante la Madonna col Bambino e san Giovannino. Oggi tale scultura, così come il San Martino divide il mantello con il povero, è esposta nelle sale interne del Quarto.
I giardini
Accessibili dal Quarto del Priore e dalla sala delle carrozze, gli orti della certosa consentono di godere del panorama del golfo di Napoli. Lungo il viale vi sono le quattordici stazioni della Via Crucis indicate nel muro di sostegno.
Museo dell'opera
In questa sala sono conservati tutti gli oggetti che testimoniano la vita della Certosa, dai ritratti di priori e certosini, ai vetri istoriati, specchiere, vetri a filigrana e a ghiaccio, nonché vetri spagnoli e vetri napoletani dipinti. Sezione dei ricordi storici del Regno di Napoli[modifica | modifica sorgente]
La Tavola Strozzi
Nucleo fondamentale del museo, la sezione storica che annovera testimonianze della storia politica, economica e sociale del Regno di Napoli attraverso dipinti, sculture, arredi, medaglie, miniature, onorificenze, armi e cimeli vari. Una delle più importanti testimonianze storiche sull'evoluzione topografica di Napoli è data dalla celeberrima Tavola Strozzi, quasi una fotografia della città nella metà del Quattrocento. La “Tavola” che era di proprietà della famiglia Strozzi di Firenze, fu acquistata dallo Stato ed è ospitata a San Martino da diversi anni. Ospita importanti pitture di vedute e siti reali; ritratti dei Borbone, documenti, monete, armi e dipinti di Filippo Spadai e Salvatore Fergola, tra cui la grande tela dell'Inaugurazione della ferrovia Napoli – Portici, nonché ricordi del 1848, con ritratti di patrioti, di Papa Pio IX e di eroi del Risorgimento. Vi sono interessanti dipinti: di Micco Spadaro, l'Uccisione di Giuseppe Carafa del 1647; di Carlo Coppola, piazza del Mercato; di Micco Spadaro, La peste del 1656 ed il Largo del Mercatello; di ignoto invece Il tribunale della Vicaria al tempo di Masaniello e Piazza del Carmine. Un'intera sala è dedicata a Carlo III, che fu re di Napoli dal 1734 al 1759. Essa contiene una serie di ritratti di Carlo di Borbone e della sua consorte Maria Amalia di Sassonia, tessuti in seta ad opera della manifattura napoletana; un ritratto di Carlo III re di Spagna, copia coeva di quello eseguito dal Goya. In un'altra sala vi sono i ricordi della Repubblica Napoletana del 1799: Ammiraglio Nelson di Leonardo Guzzardo; l’Entrata del Cardinale Ruffo a Napoli di Giovanni Ponticelli.
Secondo livello
Galleria ottocento
La galleria, presente anche in spazi più ridotti al primo livello, espone circa 950 dipinti della scuola di Posillipo, frutto di diverse donazioni che la borghesia napoletana ha effettuato nel corso degli anni, con dipinti di Francesco Netti, Michele Cammarano, Giacinto Gigante, Vincenzo Migliaro, Domenico Morelli, Eduardo Dalbono, Francesco Paolo Michetti, Giuseppe De Nittis e Antonio Mancini. Consistenti ed importanti furono le donazioni, segno del grande interesse dimostrato dalla borghesia intellettuale della città, nei decenni di passaggio tra i due secoli, alla costituzione di un museo che raccogliesse le testimonianze più significative della cultura figurativa anche contemporanea. Tra queste va certamente segnalata quella dei fratelli Paolo e Beniamino Rotondo, che costituirono una collezione formata grazie agli stretti legami con alcuni artisti che frequentavano l'importante circolo culturale promosso dalla Famiglia Rotondo. Ancora sono conservati quadri di Frans Vervloet, Gabriele Smargiassi, Anton Sminck van Pitloo, Luigi Fergola, Gaetano e Giacinto Gigante, nonché dipinti della scuola di Resina con opere di Marco De Gregorio e Federico Rossano. Infine, sono ivi esposte diverse sculture in terracotta di Vincenzo Gemito, di Giuseppe Renda e Filippo Tagliolini.
Sezione delle arti decorative
Vi sono esposte arti decorative come maioliche, porcellane, vetri ed oggetti preziosi. Vi è inoltre esposta la collezione Orilia, comprendente porcellane di Capodimonte, Buen Retiro, Meissen, vetri, tabacchiere, ventagli ed altro, fu donata da Maria Teresa Orilia nel 1953, in ricordo del marito Marcello.
Sezione teatrale
In essa si possono trovare quadri, stampe, disegni che si riferiscono al Teatro San Carlino; da notare inoltre è un quadretto che raffigura il Sipario del teatro S.Carlo del 1854, due magnifici plastici del teatro S.Carlino ed una bacheca con piccoli cimeli tra cui i biglietti da visita dei maggiori attori napoletani.
Sezione Alisio Costituisce l'ultima raccolta privata acquisita dal museo. Donata allo Stato da Giancarlo Alisio e dalle sorelle Alma e Giovanna nel 2001, questa è entrata a far parte del polo museale nel 2004, esponendo circa un centinaio (tra dipinti e acquerelli) di pitture vedutiste databili dal XVII al XIX secolo.
Sezione delle stampe e disegni
La collezione si pone sullo stesso livello di quella di Capodimonte, esponendo circa sedicimila disegni, tra cui quelli di Luigi Vanvitelli, Giacinto Gigante, Antonio Niccolini, numerose scenografie del San Carlo, diversi ritratti di illustri napoletani e storiche stampe topografiche di Napoli.
Alcune opere
San Martino divide il mantello con il povero (Pietro Bernini)
Madonna col Bambino e san Giovannino (Pietro Bernini)
Adorazione dei Magi (Artemisia Gentileschi)
La principessa di San Antimo (Francesco Hayez)
Ritratto di Masaniello (Onofrio Palumbo)
Aniello de Aloysio: Teatro di San Carlo (XIX secolo)
Didier Barra: Veduta di Napoli a volo d'uccello (1590 circa)
Pietro Bernini: - San Martino divide il mantello con il povero (1596-1598); - Madonna col Bambino e san Giovannino (XVI secolo)
Battistello Caracciolo: - San Gennaro nell'anfiteatro; - Gesù Portacroce verso il Calvario
Consalvo Carelli: - Valle dei mulini ad Amalfi (1840 circa)
Gabriele Carelli: - Il Chiostro Grande della Certosa (1853)
Carlo Coppola: - Tribunale della Vicaria (XVII secolo, attribuito)
Eduardo Dalbono: - Da Frisio a Santa Lucia (1866)
Paolo De Matteis: - Allegoria della prosperità e delle arti nella città di Napoli (1717-1725 circa)
Pacecco De Rosa: - Deposizione (1607-1656)
Teodoro Duclère: - Veduta di Napoli da Villa Belvedere al Vomero (1863, disegno)
Augusto Emilio Fabri: - Ritratto di Eduardo Scarpetta nelle vesti di Felice Sciosciammocca (1879)
Pietro Fabris: - Tarantella sullo sfondo del golfo di Napoli (XVIII secolo)
Cosimo Fanzago: - Autoritratto (scultura a mezzorilievo)
Michele Foschini: - Ferdinando assume il trono di Napoli (1762)
Nicolò Fumo: - San Martino divide il mantello
Carmine Gentili: - Trionfo di Bacco e Arianna (1717)
Ercole Gigante: - Porta Capuana (1855)
Giacinto Gigante: - Via dei Sepolcri a Pompei (1862, disegno); - Giardino inglese a Caserta (1854, disegno); - Figura di monaca entro il convento di Santa Maria Donnaregina (1865 circa, disegno)
Vincenzo Gemito: - Malatiello (1870, busto in terracotta); - Ritratto di Raffaele Viviani (1926, busto in terracotta)
Francesco Hayez: - La principessa di San Antimo
Ignoto: - Tavola Strozzi (XV secolo)
Giuseppe Ise': - Ritratto di Francesco II di Borbone (1859)
Antonio Joli: - Largo di Castello (XVIII secolo)
Antonio Mancini: - Prevetariello (1870)
Francesco Paolo Michetti: - Pastorelli d'Abruzzo (1875 circa)
Vincenzo Migliaro: - Strettoia degli Orefici (1889)
Domenico Morelli: - Marie al Calvario (1868)
Onofrio Palumbo: - Presunto ritratto di Masaniello (XVII secolo)
Giuseppe Renda: - La Giumenta
Jusepe de Ribera: - San Girolamo (1638-1651)
Giovanni Antonio Rizzi Zannoni: - Pianta della Citta' di Napoli (1736-1814)
Micco Spadaro: - Ritratto dell'abate Bernardo Sedgravis; - Punizione dei ladri al tempo di Masaniello
Filippo Tagliolini: - Ercole abbraccia Deianira (scultura in porcellana)
Franz Vervloet: - La Cappella del Tesoro nella Chiesa della Certosa (1848)
Gaspar Van Wittel: - Darsena di Napoli (1702); - Napoli dal mare (1719); - Grotta di Posillipo (XVIII secolo)

Santa Casa dell'Annunziata ...

con la RUOTA degli ESPOSTI che da origine al cognome degli "ESPOSITO"
Locale Interno della Ruota degli Esposti della Santa Casa dell'Annunziata di ALENAPOLI Tour

Su una targa apposta vicino alla ruota in Senigallia leggiamo:
« Impius ut cuculus generat pater atque relinquit quos locos infantes excipit iste nothos »
« Empio come il cuculo, il padre genera ed abbandona in luoghi solitari i figli che codesta (Ruota) accoglie come illegittimi »
La Ruota o rota degli esposti era un meccanismo girevole di forma cilindrica, di solito costruito in legno, diviso in due parti chiuse per protezione da uno sportello: una verso l'interno ed un'altra verso l'esterno che, combaciando con una apertura su un muro, permettesse di collocare, senza essere visti dall'interno, gli esposti, i neonati abbandonati. Facendo girare la ruota, la parte con l'infante veniva immessa nell'interno dove, aperto lo sportello si poteva prendere il neonato per dargli le prime cure. Spesso vicino alla ruota vi era una campanella, per avvertire chi di dovere di raccogliere il neonato, ed anche una feritoia nel muro, una specie di buca delle lettere, dove mettere offerte per sostenere chi si prendeva cura degli esposti. Per un eventuale successivo riconoscimento da parte di chi l'aveva abbandonato, al fine di testarne la legittimità, venivano inseriti nella ruota assieme al neonato monili, documenti o altri segni distintivi.

Cenni Storici
Nell'antichità era uso abbastanza diffuso presso diverse popolazioni, abbandonare figli indesiderati. Gli ebrei ad esempio ne vietavano l'uccisione ma consideravano legali l'abbandono o la vendita degli illegittimi. La Grecia di Solone e Licurgo considerava legale l'infanticidio e l'abbandono. I romani, al padre che non riconosceva il figlio come proprio sollevandolo da terra (da qui il termine "allevare") era consentito portarlo alla columna lactaria esponendolo alla pieta' di chi passava e piu' spesso alla sorte di morire di fame o essere fatto schiavo.
La condizione degli esposti cambia con l'avvento del Cristianesimo. L'imperatore Costantino sancisce nel 315 che una parte del fisco sia utilizzata per il soccorso degli infanti abbandonati e per i figli delle famiglie povere. Nel 318 una legge prevede la pena di morte per l'infanticidio ma non sanziona chi vende i propri figli. Soltanto nel VI secolo Giustiniano punirà l'abbandono considerandolo come infanticidio.

Palazzo Reale ...

divenne la residenza dei viceré spagnoli, poi di quelli austriaci e, in seguito, dei re di casa Borbone. Dopo l'Unità d'Italia fu nominata residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia.
Gruppo Scuola in visita al Palazzo Reale di Napoli di ALENAPOLI Tour

La Storia
Il Palazzo Reale di Napoli è una delle quattro residenze usate dalla casa reale dei Borbone di Napoli durante il Regno delle Due Sicilie; le altre tre sono la reggia di Capodimonte sita a nord del centro storico, la reggia di Caserta e la reggia di Portici alle pendici del Vesuvio. Di dimensioni notevoli, il palazzo si affaccia maestoso sull'area monumentale di piazza del Plebiscito ed è circondato da altri importanti e imponenti edifici quali il palazzo Salerno, la basilica di san Francesco di Paola e il palazzo della Prefettura.
Il palazzo fu costruito come palazzo vicereale nel Seicento da Domenico Fontana su commissione dell'allora viceré Fernando Ruiz de Castro, conte di Lemos. Esso avrebbe dovuto ospitare il re Filippo III di Spagna, atteso a Napoli con la sua consorte per una visita ufficiale che non avvenne mai. Il palazzo doveva avere un respiro di una grande reggia europea, degno della seconda città dell'Impero spagnolo dopo la capitale amministrativa Madrid e della prima per popolazione.
Il palazzo fu costruito nello stesso posto in cui insisteva un'altra residenza vicereale, voluta cinquanta anni prima dal viceré don Pedro de Toledo. La scelta di costruire la nuova reggia nella stessa zona in cui sorgeva la "vecchia", testimonia dunque l'importanza che aveva quella zona della città, che assicurava nello stesso tempo una certa vicinanza al porto della città ed una certa facilità di fuga in caso di invasioni nemiche.
I lavori del palazzo andarono a rilento fino al 1610, quando subentrò al trono il viceré Pedro Fernández de Castro, anch'egli conte di Lemos. Al 1616 erano completate la facciata principale, su "largo di Palazzo", ed il cortile. Intorno al 1620, furono completati anche alcuni ambienti interni del palazzo, affrescati da Battistello Caracciolo, Giovanni Balducci e Belisario Corenzio, nonché fu ultimata la cappella reale dell'Assunta, nella quale vi lavorò ventiquattro anni dopo Antonio Picchiatti eseguendo alcuni elementi decorativi. Nel 1734, con il dominio di Carlo di Borbone, il palazzo divenne dimora reale borbonica. Il nuovo re di Napoli, in occasione delle nozze con Maria Amalia di Sassonia avvenute nel 1738, fece rinnovare alcuni ambienti interni, chiamando al lavoro artisti come Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro. In contemporanea a questi lavori, Carlo si impegnò anche per l'edificazione di altre tre importanti regge: quella di Capodimonte, di Portici e quella di Caserta. I lavori di ammodernamento iniziati in questi anni, furono poi ripresi più intensamente dal figlio Ferdinando IV di Borbone, che nel 1768, in occasione delle nozze con Maria Carolina d'Austria, trasformò la gran sala del periodo vicereame, in teatrino di corte. A compiere tali lavori fu ancora una volta Ferdinando Fuga. Infine, durante la prima metà del Settecento, fu realizzata la parte verso il mare. Durante la seconda metà del XVIII secolo, fu edificato il cosiddetto "braccio nuovo", ovvero l'ala del palazzo che dà verso il Maschio Angioino, divenuta poi nel 1927 biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III.
Durante gli anni 1806-1815 fu arricchito da Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte con decorazioni e arredamenti neoclassici, provenienti dalle Tuileries; fu danneggiato da un incendio nel 1837 e successivamente restaurato dal 1838 al 1858 per mano di Gaetano Genovese che ampliò e regolarizzò, senza stravolgerla, l'antica fabbrica. Durante quel periodo furono aggiunte alla struttura L'Ala delle Feste e una nuova facciata prospiciente il mare, caratterizzata da un basamento di bugnato e da una torretta-belvedere. Ad angolo con il Teatro San Carlo fu invece creata una piccola facciata in luogo del Palazzo Vecchio di don Pedro de Toledo. Con Genovese, il palazzo si poté dire definitivamente completato.
Nel 1888, per volere di Umberto I, le nicchie esterne furono occupate da gigantesche statue dei re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia.
Nel 1922 fu deciso (con Decreto del Ministro Anile) di trasferirvi la Biblioteca Nazionale (fino allora nel palazzo del Museo); il trasferimento dei fondi librari fu eseguito entro il 1925.
I bombardamenti subiti durante la Seconda guerra mondiale e le successive occupazioni militari causarono al palazzo gravissimi danni che resero necessario un restauro ad opera della Soprintendenza ai Monumenti.

DINOSAURI: visitiamoli ed approfondiamo la loro conoscenza fra riproduzioni e scheletri ...

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Jurassick Park ...

entra nel Parco dei Dinosauri e rivivi l'era mesozoica in Campania
Tyrannosauro Rex all'interno del Parco dei Dinosauri di ALENAPOLI Tour

Situata nel Parco San Sebastiano, presso il ponte sul Titerno, la Mostra consta dell'esposizione di oltre dieci modelli di dinosauro in vetroresina, realizzati a grandezza naturale. Sono riprodotti esemplari di Tyrannosaurus Rex (come sopra), Triceratopo, Apatosaurus, Allosauro, Kritosaurus, Velociraptor, Protoceratopos e Hypsilophodonti.
L'idea di creare un parco dei dinosauri per tutti i giovani e non, nasce nell'ambito di un progetto ambizioso, quello di far trascorrere a tutti una giornata indimenticabile avvicinandoli alla conoscenza di un mondo affascinante come quello dell'era giurassica, agli albori della vita sul nostro pianeta.
Le migliaia di giovani che vengono a farci visita, grazie al vivo interesse che il parco suscita, ci consente di poter ricevere complimenti giornaliermente dai gruppi scolastici che vengono a visitarci durante l'intero periodo di apertura.
Animati tutti da una grande passione per l'ambiente e l'arte, i componenti della GS3 si sono percio' lanciati con passione ed entusiasmo nella gestione del Parco tematico "La Citta' dei Dinosauri" di San Lorenzello (BN), convinti che questa struttura, se adeguatamente gestita e valorizzata, possa diventare un polo turistico di notevole attrattiva culturale e di grande valore didattico (soprattutto per i visitatori piu' giovani).

Museo di Paleontologia ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Interno del Museo di Paleontologia della Federico II di Napoli - ALENAPOLI Tour

Breve storia
Il Museo di Paleontologia ha sede nel lato Ovest del monastero dei Santi Marcellino e Festo attiguo all’elegante chiostro, considerato uno dei luoghi più belli e delle dimore più sontuose”, realizzato tra il 1567 e il 1595. Nelle sale del Museo si possono ammirare pavimenti maiolicati di straordinario pregio. Si segnala il pavimento, sistemato ancora oggi nella collocazione originaria, nella “stanza grande del Capitolo” diventata la “Sala del Dinosauro”. Istituito nel 1932 il Museo di Paleontologia raccolse le Collezioni che erano state acquistate, sin dai primi dell’ottocento, da Matteo Tondi e Arcangelo Scacchi direttori del Real Museo Mineralogico ed i reperti acquistati da Guglielmo Guiscardi e da Francesco Bassani direttori del Museo di Geologia. Geremia D’Erasmo, allievo di Francesco Bassani, fu il primo direttore del Museo di Paleontologia che curò con impegno incondizionato incrementando notevolmente le collezioni. Fu grazie, infatti, alle raccolte derivanti dalle attività di studio dei ricercatori dell’Istituto di Geologia, Geografia Fisica e Paleontologia che, intorno agli anni sessanta, il Museo poté annoverare circa 18.000 reperti. Il Museo di Paleontologia, seppur di recente istituzione, ha subito vari dissesti che hanno causato gravi danni alle Collezioni. Ricordiamo, fra tutti, la bomba incendiaria caduta nella notte dell’otto novembre del 1944 che distrusse la raccolta dei pesci deII’Eocene di Bolca e del Miocene della provincia di Lecce.

Il primo nucleo delle raccolte paleontologiche risale a metà 800 ed è costituito da esemplari di molluschi e di vertebrati fra cui figurano tre esemplari di Ittiosauri, pesci del Lias del Würtemberg e la collezione di fossili raccolti da Oronzio Gabriele Costa. I 50.000 reperti, la cui provenienza è soprattutto italiana, sono suddivisi in Collezioni generali e speciali e rappresentano i maggiori raggruppamenti animali e vegetali, i più antichi risalenti a 600 milioni di anni fa. Le collezioni generali sono importanti per fini didattici, le speciali sono costituite da gruppi di fossili di una stessa località, o di particolari ambienti deposizionali. Tra queste segnaliamo le Collezioni di altissimo valore scientifico e storico: i pesci del Triassico medio di Giffoni Vallepiana (SA) risalenti a circa 210 milioni di anni fa, i pesci del Cretacico di Pietraroia (BN) e di Castellammare di Stabia (NA) di circa 115 milioni di anni fa. Tra gli esemplari di notevoli dimensioni oltre agli Ittiosauri, sono esposti il cranio di Elephas antiquus italicus (Pleistocene), lo scheletro di Metaxytherium medium, mammifero dell’ordine dei Sirenoidi, di circa 8 milioni di anni , l’Allosaurus fragilis dinosauro carnivoro di circa 135 milioni di anni fa, proveniente dagli Stati Uniti d’America.

Museo di Antropologia ...

Le Collezioni documentano la paleobiologia e la preistoria delle popolazioni dell’Italia meridionale.
Busto di Homo Erectus della Federico II di Napoli - ALENAPOLI Tour

Sono esposte anche Collezioni archeologiche preistoriche dell’Europa, dell’Asia occidentale, del Nord Africa e delle Americhe, di spiccato interesse. Nell’ambito dell’antropologia fisica di notevole importanza sono le collezioni osteologiche umane provenienti da diverse località del Vecchio Mondo, fra cui una ragguardevole porzione della famosa raccolta craniologica di Nicolucci; una mummia boliviana del 700 d.C. in involucro a canestro sostanzialmente integra, proveniente dall’area di Tiwanaku. Sono presenti, inoltre, suggestivi materiali etnografici provenienti dall’Africa orientale ed equatoriale, dalle isole Andàmane e dalla Nuova Zelanda, dall’isola di Palawan (Filippine). Il Museo possiede una serie di 120 calchi facciali in gesso dipinto di tipi somatici africani e arabici, eseguita dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni 1930-35. Sono esposte macine a mano per triturare i cereali, martelli e asce-martello, accette e lisciato umili oggetti di pietra testimoni della vita di ogni giorno di una piccola città anatolico-egea del 3000 a.C. Questi interessanti reperti furono donati dallo Schliemann, scopritore di Troia e Micene, a Giustiniano Nicolucci .
Breve storia
Il “Gabinetto di Antropologia” con annesso Museo fu creato dall'Università di Napoli nel 1881 intorno alla figura e all’opera di Giustiniano Nicolucci. Questi aveva studiato e stretto amicizie durevoli a Napoli, e fu proprio per intervento di un amico ed estimatore, Francesco De Sanctis, allora ministro dell’Istruzione Pubblica, che l’Università di Napoli lo chiamò all’incarico conferendogli la cattedra nel I884, all’età di 65 anni. Partito da un nativo interesse per gli aspetti anatomo-istologici della medicina coltivò le scienze della natura e poi sempre di più raccolta e lo studio delle antichità locali specialmente preistoriche. Purtroppo l’identità e l’opera di Nicolucci furono presto dimenticate e lo stesso museo costituito in Napoli dalle sue collezioni, piccolo ma importante non ebbe vita propria e non fu mai aperto al pubblico. Per molti decenni il Museo si configurò soltanto come insieme di collezioni, alcune celebri e altre meno, alcune esposte ed altre archiviate. Gli anni della seconda guerra mondiale e la devastazione dei locali nel 1943-44, la stessa perdita della cattedra si abbatterono sull’lstituto e sul Museo con gravi effetti. L’esistenza del Museo fu riconosciuta formalmente nell’anno accademico 1963-64, e soltanto dal 1980-81, con il ripristino della cattedra di Antropologia, la vicenda storica del Museo e le connesse eredità materiali hanno cominciato a essere riscoperte. Ciò ha consento di cominciare l’allestimento di un autentico Museo Antropologico dell’Ateneo Federiciano, aperto al pubblico per la prima volta nel 1994, e le cui sale espositive sono ubicate nello storico collegio Massimo dei Gesuiti.

Museo di Zoologia ...

Le collezioni del Museo Zoologico (istituito nel 1813)
Interno del Museo di Zoologia della Federico II di Napoli - ALENAPOLI Tour

Breve storia
Fra le varie Collezioni del Museo, quella dei Vertebrati contribuisce oggi, in modo preponderante, alla parte ostensiva del Museo. È costituita da più di mille esemplari in pelle immessi nel Museo sin dalla sua fondazione. Comprende un discreto numero di rappresentanti per ciascuna delle classi di Vertebrati, ma è soprattutto ricca di Mammiferi e di Uccelli, di cui 40 appartenenti alla collezione di gran pregio donata da Michele Schettino. Tra gli esemplari di maggiore interesse storico e scientifico ricordiamo: la colomba dell’isola Norfolk, l’uallabi dall’unghia lunata, il leone berbero, la foca monaca, la collezione di scimmie sudamericane,la tigre siberiana, la femmina di okapia e il piccolo cervo di Kulion. Sono esposti scheletri di grandi mammiferi tra i quali vanno notati quelli dell’elefante indiano appartenuto a Carlo di Borbone, di una balenottera minore e di una balena franca boreale. Di notevole importanza e anche la Collezione Malacologia del Mediterraneo, una rassegna esauriente delle specie viventi nel Bacino Mediterraneo. Il Museo custodisce la a Collezione entomologica di Achille Costa, del 1850 e comprendente oltre 30.000 esemplari di insetti italiani ed esotici, spesso oggetto di consultazione da parte di studiosi provenienti da tutto il mondo.

Museo di Mineralogia ...

Le collezioni del Real Museo Mineralogico (istituito nel 1801)
Prima Sala del Real Museo Mineralogico dell'Università Federico II di Napoli - ALENAPOLI Tour

I 25000 reperti sono suddivisi in varie Collezioni. La Grande Collezione del Real Museo è costituita da minerali rappresentativi di numerose realtà geologiche del mondo; alcuni per bellezza e grandezza sono vere rarità. Numerosi esemplari, raccolti tra il I 789 ed il I797, sono considerati ‘storici’ ‘ e rivestono particolare interesse scientifico e collezionistico, provenendo da località minerarie europee ormai dismesse. La Collezione Grandi Cristalli vanta cristalli di notevoli dimensioni e con forme perfette; fra tutti spicca la coppia di cristalli di quarzo ialino del Madagascar di 482 Kg, donata a Carlo III di Borbone nel 1740 e immessa nel Museo nei primi anni dell’Ottocento.
La Collezione Vesuviana è unica nel suo genere sia per la per la rilevanza scientifica sia per la rarità e bellezza di alcuni reperti. Iniziata nei primi anni dell’800 si è arricchita nel tempo di nuove specie rinvenute nel corso degli ultimi 200 anni al Vesuvio. La Collezione dei Cristalli Artificiali è composta da esemplari sintetizzati da Arcangelo Scacchi e premiati alle Esposizioni Universali di Londra (1862) e di Parigi (1867).
La Collezione dei Minerali dei Tufi Campani, iniziata nel 1807, presenta vere e proprie rarità quali la nocerite e l’hornesite. Fra i reperti della Collezione delle Meteoriti segnaliamo l’esemplare di siderite di 7583 grammi, rinvenuto nel 1784 a Toluca in Messico. Ricordiamo, infine, la Collezione delle Pietre Dure con cammei tipici dell’artigianato napoletano, la Collezione delle Medaglie coniate con la lava del Vesuvio fra cui spiccano quelle del 1805 riproducenti i profili di Ferdinando IV e Maria Carolina, e la bella medaglia coniata nel a lava del 1859 in onore di Napoleone III, la Collezione degli Strumenti Scientifici fra cui o segnala il goniometro a riflessione a un cerchio verticale che Arcangelo Scacchi fece costruire, nel 1851, dal Barandiere, artigiano napoletano specializzato in arnesi di marineria.

Breve storia
Il Real Museo Mineralogico ha sede nella prestigiosa Biblioteca del Collegio Massimo dei Gesuiti. Istituito nella primavera del 1801 da Ferdinando IV di Borbone fu un importante centro di ricerca scientifica finalizzata alla valorizzazione delle risorse minerarie del Regno di Napoli. Ciò lo distingue da molti altri musei, nati esclusivamente per conservare lo spettacolare e da sempre affascinante mondo dei minerali. Vi hanno operato illustri mineralogisti, fra cui Matteo Tondi ed Arcangelo Scacchi che ancora oggi sono considerati figure di primo piano nel consesso scientifico internazionale. Il massimo prestigio scientifico dell’istituzione fu raggiunto nel I 845 anno in cui il Museo fu scelto come sede del VII Congresso degli Scienziati Italiani che vide la straordinaria partecipazione di ben milleseicentoundici scienziati. Il Real Museo Mineralogico ha svolto anche un importante ruolo socio-politico nella storia della città. Nel 1848, dopo che Ferdinando II aveva concesso la Costituzione, le prime riunioni della Camera dei Deputati furono effettuate nel salone monumentale del Real Museo; nel I 860, infine, ospitò uno dei dodici seggi elettorali per la votazione sull’annessione al Regno d’Italia. La superficie espositiva, di circa 800 mq, è costituita dal salone monumentale, e dalle sale dedicate ad Arcangelo Scacchi e Antonio Parascandola. L’elevato valore storico e scientifico delle collezioni colloca il Real Museo tra i più importanti musei mineralogici italiani e, certamente, fra i più conosciuti nel mondo.
Per la storia dettagliata del Museo consultare “I Musei Scientifici dell’Università Federico II”, a cura di Arturo Fratta, Fridericiana Editrice Universitaria, Napoli 1999. Disponibile su richiesta.

GROTTE & NATURA: Gite Scolastiche sulla creazione di una Stalattite o una Stalagmite ...

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Grotta Azzurra ...

a Capri in un antro da favola, troviamo la più famosa al mondo, dove galleggiare è un pò volare ...
Interno della Grotta Azzurra di Capri di ALENAPOLI Tour

Sali su una barchetta a remi, stenditi, lasciati trascinare dal marinaio sotto un arco d'ingresso alto solo un metro. All'inizio vedi solo buio, poi all'improvviso tutto si colorerà di riflessi azzurri e trasparenti mentre tra le pareti di pietra rimbalza l'eco di canzoni napoletane. Sei nella Grotta Azzurra. Le foto che vedete in questa pagina non sono modificate: dentro l'acqua è esattamente così, azzurro trasparente dai riflessi argentei. Non sembra di galleggiare, ma di volare sospesi nel cielo. Almeno una volta nella vita bisogna entrarci per capire perché questa è l'attrazione più famosa di Capri.
La Grotta Azzurra - Informazioni pratiche
Come si arriva: in autobus da Anacapri o in barca da Marina Grande.

Quando è aperta: dalle 9 del mattino alle 17 del pomeriggio, solo in condizione favorevoli del mare (col vento di libeccio o maestrale l'ingresso nella grotta è impossibile)
Quanto costa l'ingresso: 13 euro a persona (la Grotta Azzurra è un bene culturale, si paga come per entrare in un museo).
La Grotta Azzurra è una cavità naturale lunga circa 60 metri e larga circa 25 . L'ingresso è largo due metri e alto solo uno. Per visitarla bisogna salire su piccole barche a remi che possono contenere al massimo 4 persone. Il marinaio ti chiederà di stenderti sul fondo della barca ed entrerà nella grotta dandosi lo slancio con una catena attaccata alla roccia.
Perché la Grotta Azzurra è azzurra
La colorazione azzurra della grotta è data dalla luce del sole che entra attraverso una finestra sottomarina che si apre esattamente sotto il varco d'ingresso, subendo in tal modo una filtrazione da parte dell'acqua, che assorbe il rosso e lascia passare l'azzurro. Un secondo fenomeno determina i riflessi argentei degli oggetti immersi: le bolle d'aria che aderiscono alla superficie esterna degli oggetti, avendo indice di rifrazione diverso da quello dell'acqua, permettono alla luce di uscire.
Qual è l'orario migliore per visitare la Grotta Azzurra? L'ora in cui i riflessi nella Grotta raggiungono il loro massimo splendore è tra le 12 e le 14. La differenza rispetto alla prima mattina è però davvero minima. Sconsigliamo invece di programmare la visita durante le giornate molto nuvolose (senza sole i riflessi sono lievi), e al pomeriggio, perché spesso il mare tende ad agitarsi e la Grotta potrebbe chiudere.
La storia della Grotta Azzurra
In epoca romana, ai tempi di Tiberio, la Grotta era utilizzata come ninfeo marino: le statue ritrovate a suo interno oggi sono custodite alla Casa Rossa ad Anacapri. Per molti anni la Grotta Azzurra non venne più visitata e, anzi, era temuta dai marinai locali perché le leggende popolari la descrivevano come un luogo infestato dagli spiriti e dai demoni.
Un giorno del 1826 però il pescatore locale Angelo Ferraro accompagnò lo scrittore tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries a visitarla. I due raccontarono delle meraviglia della Grotta Azzura e da allora divenne tappa fissa di ogni viaggio a Capri
Come raggiungere la Grotta Azzurra
In barca: 10 minuti da Marina Grande o come tappa del Giro dell'Isola.
In Autobus: capolinea ad Anacapri, a 50 metri da Piazza Vittoria.
A piedi: percorrere Viale T. de Tommaso, Via Pagliaro e Via Grotta Azzurra (3.5 km).

Grotta di Pertosa ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Grotte dell'Angelo, presenti a Pertosa nel contesto del Cilento di ALENAPOLI Tour

Le Grotte di Pertosa (ufficialmente Grotte di Pertosa-Auletta) sono un complesso di cavità carsiche di rilevanza turistica, situate nel comune di Pertosa (SA). Il complesso carsico, il cui ingresso è situato nel comune di Pertosa, si sviluppa nel sottosuolo dei vicini comuni di Auletta e Polla, a 263 m s.l.m., lungo la riva sinistra del fiume Tanagro

Morfologia Molto estese tanto che ne risulta difficile una completa mappatura, la sequenza di cavità delle grotte scavano la parte settentrionale della catena dei monti Alburni e si suppone che la loro genesi ed evoluzione sia addebitabili a fenomeni tettonici ed all'oscillazione del livello di base della falda idrica il calcare per crescere di un solo centimetro ci vogliono ben 100 anni.

Acque Circa l'origine delle acque, nel 2013 il De Paola ipotizzò che provenissero da un condotto sotterraneo collegato al Tanagro. Oggi è opinione largamente condivisa che le acque che fuoriescono dalle grotte di Pertosa-Auletta siano da collegare con uno o più punti di emergenza della falda freatica presente nel massiccio degli Alburni. Il fiume, chiamato Negro, dà a queste grotte una caratteristica particolare: esse sono infatti le uniche grotte non marine attraversate da un corso d'acqua. Le sorgenti pompano circa 600-700 litri di acqua al secondo.

Paleontologia Come evidenziato per primo da Paolo Carucci nella sua monografia "La grotta preistorica di Pertosa" (Napoli, 1907), esse risultano interessantissime anche dal punto della paleontologia. I reperti recuperati nel suo atrio dal Carucci che per primo le esplorò con finalità scientifiche tra il 1896 ed il 1898 provano, infatti, che la cavità fu abitata intorno al bronzo-medio. Per il numero di vasi e vasetti che utilizzati come bolli-latte e utensili tipici di quell'epoca si suppone, inoltre, che gli abitanti fossero per lo più pastori.essi vivevano su palafitte. Questi reperti si trovano oggi nel Museo Preistorico Etnografico di Roma, nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e nel Museo Provinciale di Salerno.

Turismo Le Grotte di Pertosa-Auletta hanno un flusso di oltre 100.000 visitatori all'anno in costante crescita. Aperte ai turisti dal 1932, il primo tratto si visita con una particolare barca trainata da un cavo d'acciaio, che serve a raggiungere il resto del percorso pedonale.

L'Inferno di Dante nelle Grotte Da circa sette anni le grotte di Pertosa-Auletta ospitano uno spettacolo denominato “L'Inferno di Dante nelle Grotte”, prodotto dalla Tappeto Volante S.a.s, il cui ideatore e regista è Domenico Maria Corrado. Il pubblico diviso in gruppi di 30/35 unità viene affidato ad un “Dante” ed in compagnia di questi, attraversa i dieci cerchi dell'Inferno, immaginato dal Sommo Poeta, ed in ognuno di essi, incontra il personaggio o i personaggi che più lo caratterizzano, e con essi o grazie ad essi si dà “corpo”, “musica”, “immagine” e “vita” ai versi del Poeta. Non ci sono quinte e fondali di cartapesta, ma uno scenario preistorico che conta 35 milioni di anni. Per l'Acheronte non c’è stato bisogno di ricorrere ad artifizi: le grotte dell'Angelo sono attraversate dal fiume sotterraneo Negro, che genera un laghetto ed una cascata, e che si solca su un barcone fino alla sponda dove comincia il viaggio nei 10 cerchi dell'Inferno. Un gioco di luci e suoni ed una serie di videoistallazioni d'arte contemporanea arricchiscono lo show che si snoda per circa un chilometro e coinvolge oltre 30 attori e ballerini.

Grotta dello Smeraldo ...

quando il colore diventa pietra preziosa con un gioco spettacolare di acqua ...
Interno della Grotta dello Smeraldo di Conca dei Marini di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.

Magici Catelli: Gite Scolastiche sui lavori artigianali di una volta che stanno scomparendo ...

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Castello Aragonese ...

colore delle piante presenti nell'azienda agricola "La Masseria" di Schiazzano - Massa Lubrense
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- visita guidata da Eugenio proprietario all'interno dell'azienda agricola iscritta all'albo produttori di Limoni di Sorrento IGP con annesso parcheggio gratuito;
- illustrazione delle varie tecniche colturali applicate in penisola sorrentina con visita dell'oliveto, del limoneto e della coltivazione di ortaggi di stagione con riferimento particolare al pomidoro ed al basilico (elementi base della Pizza Margherita);
- visita della cantina familiare dei Gargiulo con le loro tante produzioni artigianali che svariano dagli insaccati alle confetture di vario tipo oltre alla produzione di vino e olio extravergine di oliva;
- assaggio dei prodotti dell'azienda, dove saranno serviti limonata genuina con il limone FEMMINIELLO, Fette di limone con zucchero, Olio extravergine d'oliva, Olio all'arancia, al limone e al mandarino su pane casereccio il tutto con bevuta del vino locale dell'azienda agricola;

Castel dell'Ovo ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Castel Sant'Elmo ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Maschio Angioino ...

colore della Pizza Margherita che cuoceremo nella Pizzeria "Francesco" di Schiazzano
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.

Mare, Terra e Cielo: Seguiti dal Pizzaiolo nella preparazione della pizza con cottura in forno a legna...

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Acquario Dorhn ...

colore delle piante presenti nell'azienda agricola "La Masseria" di Schiazzano - Massa Lubrense
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- visita guidata da Eugenio proprietario all'interno dell'azienda agricola iscritta all'albo produttori di Limoni di Sorrento IGP con annesso parcheggio gratuito;
- illustrazione delle varie tecniche colturali applicate in penisola sorrentina con visita dell'oliveto, del limoneto e della coltivazione di ortaggi di stagione con riferimento particolare al pomidoro ed al basilico (elementi base della Pizza Margherita);
- visita della cantina familiare dei Gargiulo con le loro tante produzioni artigianali che svariano dagli insaccati alle confetture di vario tipo oltre alla produzione di vino e olio extravergine di oliva;
- assaggio dei prodotti dell'azienda, dove saranno serviti limonata genuina con il limone FEMMINIELLO, Fette di limone con zucchero, Olio extravergine d'oliva, Olio all'arancia, al limone e al mandarino su pane casereccio il tutto con bevuta del vino locale dell'azienda agricola;

Museo del Corallo ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Museo Tessile di San Leucio ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Museo Ferroviario di Pietrarsa ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Museo Strumenti Astronomici ...

colore della Pizza Margherita che cuoceremo nella Pizzeria "Francesco" di Schiazzano
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.

SAPORI & ARTIGIANATO: eguiti dal Pizzaiolo nella preparazione della pizza con cottura in forno a legna...

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Nascita di una Margherita ...

colore delle piante presenti nell'azienda agricola "La Masseria" di Schiazzano - Massa Lubrense
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- visita guidata da Eugenio proprietario all'interno dell'azienda agricola iscritta all'albo produttori di Limoni di Sorrento IGP con annesso parcheggio gratuito;
- illustrazione delle varie tecniche colturali applicate in penisola sorrentina con visita dell'oliveto, del limoneto e della coltivazione di ortaggi di stagione con riferimento particolare al pomidoro ed al basilico (elementi base della Pizza Margherita);
- visita della cantina familiare dei Gargiulo con le loro tante produzioni artigianali che svariano dagli insaccati alle confetture di vario tipo oltre alla produzione di vino e olio extravergine di oliva;
- assaggio dei prodotti dell'azienda, dove saranno serviti limonata genuina con il limone FEMMINIELLO, Fette di limone con zucchero, Olio extravergine d'oliva, Olio all'arancia, al limone e al mandarino su pane casereccio il tutto con bevuta del vino locale dell'azienda agricola;

Nascita di un Provolone ...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Nascita di un Sorbetto ...

colore della Pizza Margherita che cuoceremo nella Pizzeria "Francesco" di Schiazzano
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.

Seguiti dal Pizzaiolo nella preparazione della pizza con cottura in forno a legna...

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Programma Verde...

colore delle piante presenti nell'azienda agricola "La Masseria" di Schiazzano - Massa Lubrense
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- visita guidata da Eugenio proprietario all'interno dell'azienda agricola iscritta all'albo produttori di Limoni di Sorrento IGP con annesso parcheggio gratuito;
- illustrazione delle varie tecniche colturali applicate in penisola sorrentina con visita dell'oliveto, del limoneto e della coltivazione di ortaggi di stagione con riferimento particolare al pomidoro ed al basilico (elementi base della Pizza Margherita);
- visita della cantina familiare dei Gargiulo con le loro tante produzioni artigianali che svariano dagli insaccati alle confetture di vario tipo oltre alla produzione di vino e olio extravergine di oliva;
- assaggio dei prodotti dell'azienda, dove saranno serviti limonata genuina con il limone FEMMINIELLO, Fette di limone con zucchero, Olio extravergine d'oliva, Olio all'arancia, al limone e al mandarino su pane casereccio il tutto con bevuta del vino locale dell'azienda agricola;

Programma Bianco...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Programma Rosso...

colore della Pizza Margherita che cuoceremo nella Pizzeria "Francesco" di Schiazzano
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.

Seguiti dal Pizzaiolo nella preparazione della pizza con cottura in forno a legna...

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Programma Verde...

colore delle piante presenti nell'azienda agricola "La Masseria" di Schiazzano - Massa Lubrense
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- visita guidata da Eugenio proprietario all'interno dell'azienda agricola iscritta all'albo produttori di Limoni di Sorrento IGP con annesso parcheggio gratuito;
- illustrazione delle varie tecniche colturali applicate in penisola sorrentina con visita dell'oliveto, del limoneto e della coltivazione di ortaggi di stagione con riferimento particolare al pomidoro ed al basilico (elementi base della Pizza Margherita);
- visita della cantina familiare dei Gargiulo con le loro tante produzioni artigianali che svariano dagli insaccati alle confetture di vario tipo oltre alla produzione di vino e olio extravergine di oliva;
- assaggio dei prodotti dell'azienda, dove saranno serviti limonata genuina con il limone FEMMINIELLO, Fette di limone con zucchero, Olio extravergine d'oliva, Olio all'arancia, al limone e al mandarino su pane casereccio il tutto con bevuta del vino locale dell'azienda agricola;

Programma Bianco...

colore dei prodotti caseari del "Caseificio De Gregorio" di Schiazzano in Penisola Sorrentina
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- illustrazione delle tecniche di allevamento bovino nella produzione del latte di Massa Lubrense, seguiti dal mastro caseario Benedetto;
- delucidazioni sul ciclo di produzione del Provolone del Monaco DOP, di cui l'azienda casearia è iscritta nell'albo produttori, con successiva degustazione accompagnata da fette di salame nostrano;
- tecnica di trasformazione del latte in caciottina fresca con successiva degustazione abbinata anche alla ricotta prodotta ogni mattina oltre alla tecnica di produzione della nota "treccia fresca".

Programma Rosso...

colore della Pizza Margherita che cuoceremo nella Pizzeria "Francesco" di Schiazzano
Ingresso della Azienda Agricola dei Tours di ALENAPOLI Tour

- il gruppo si sposterà con i prodotti appena illustrati nella vicina Pizzeria dove ad accoglierli ci sarà il pizzaiolo Lucio al suo posto di lavoro, vicino al forno già caldo e con le pagnottelle di impasto appena lievitato. I turisti saranno equipaggiati con grembiuli ben puliti e guanti monouso in lattice per consentire a tutti i partecipanti al tour di potersi preparare la propria pizza con la farcitura che si preferisce ... che verrà cotta con maestria da Lucio al momento e degustata seduti comodamente a tavola con dolce della casa ancora caldo.
- Infine come ultima tappa ritorneremo all'azienda agricola per assaggiare il Limoncello di Maria rigorosamente fatto nel rispetto delle tradizioni locali.